Lavoro in Svizzera

Il cioccolato svizzero

Le industrie del cioccolato in Svizzera

Come la Svizzera, sebbene non abbia certo un clima tropicale e non abbia neanche mai avuto una politica coloniale verso paesi ricchi di questa materia, sia riuscita a diventare uno dei maggiori produttori

Un pò di storia

Altri paesi d'Europa avevano già "scoperto" e iniziato la diffusione di cioccolato al loro interno quando la Svizzera ancora non ne conosceva neanche il profumo. Un po' come accaduto per l'industria degli orologi la Svizzera, pur arrivando dopo, è riuscita a farne uno dei suoi marchi. Il cioccolato fu portato nel paese alla fine del '600 dall'allora sindaco di Zurigo. Cominciarono così anni in cui questa delizia, sotto forma di bevanda, divenne popolare soprattutto tra le classi più abbienti e tra i membri delle diverse corporazioni che dirigevano la politica e l'economia della città. Però, attorno agli anni '20 del 1700 la bevanda, considerata afrodisiaca, subì forti forme di ostracismo fino a venire completamente bandita. Ancora una volta furono dei commercianti ambulanti e stranieri a riportare in Svizzera il cioccolato da bere.

C'è un po' d'Italia anche qui

Infatti fu italiana la prima fabbrica manifatturiera di cioccolato. Venne fondata vicino a Berna proprio da due italiani nel 1750 e, grazie al loro esempio, pochi anni dopo altre tre fabbriche furono aperte nel paese. Nel 1819 ecco affacciarsi sul mercato Francois Louis Callier che diede vita ad una produzione totalmente meccanizzata. Altre fabbriche cominciarono piano piano a sorgere tra cui quella di Jean Tobler, inventore e creatore del mitico toblerone, nato a Berna nel 1899. L'influenza dell'Italia su questa produzione continuò a farsi sentire e si manifestò sotto forma di maestri cioccolatai che portavano in Svizzera la loro arte ma anche sotto forma di apprendisti svizzeri che si recavano nella non lontana Torino, tra le maggiori produttrici di questa bontà.

Invenzioni svizzere

Ma nel XIX secolo l'influenza svizzera nella produzione del cioccolato si fece sentire in concomitanza con la sua trasformazione da bevanda a prodotto solido da mangiare. E qui la tecnologia e le innovazioni svizzere diedero la loro impronta con la creazione del miscelatore di zucchero e polvere di cacao e con l'introduzione del trattamento che impediva la formazione di cristalli. Parimenti a queste innovazioni tecniche la produzione svizzera puntò molto anche sull'introduzione di alcune varianti di cioccolato come quello alle nocciole o al latte. Ina differenziazione dei prodotti che ne aumentò di molto la diffusione e le opportunità di commercializzazione. Fu poi la completa automazione a dare una marcia in più all'industria del cioccolato svizzero perché permise un notevole abbattimento dei costi.

Una fama che si espande per il mondo

Agli inizi del '900 la Svizzera conobbe davvero il suo periodo d'oro per quanto riguarda l'industria del cioccolato. Anche aiutata dal fatto che in quegli anni il paese divenne tra le mete turistiche preferite per le classi più ricche d'Europa. La piccola Federazione conobbe quasi un boom turistico a cui contribuirono la bellezza dei suoi paesaggi ma anche il cioccolato, dolcissimo diversivo nei momenti di riposo. Si pensi che tra il 1900 e il 1918 ben oltre la metà della produzione di cioccolato svizzero era destinata all'esportazione. Anche per questo motivo nacque, sempre in quegli anni, la Chocosuisse, una vera e propria federazione dei fabbricanti di cioccolato, per tutelare il prodotto e non permettere che nessuno, al di fuori di loro, potesse usare la preziosa definizione di "cioccolato svizzero". Fu così che nacque un mito